Content Strategy, lo stai facendo nel modo giusto?

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Agli albori del Digital Marketing la vera sfida era misurare il successo di ogni contenuto perché c’era la convinzione che il singolo contenuto fosse in grado di modificare l’andamento di un brand o di un prodotto. Il tempo ci ha insegnato poi che un singolo contenuto può fare sì la differenza nel breve lasso di tempo ma il successo e l’efficacia dell’intervento dipendono da una strategia che preveda un’attività fatta di contenuti che si susseguono per promuovere il brand/prodotto.

Content Strategy SEO process circle business concept

 

Ma cosa ci aspettiamo dai nostri contenuti?
Le risposte possono essere molteplici.
Dipende dagli obiettivi che ci siamo proposti. Tutti ci aspettiamo che ogni contenuto sia capace di generare engagement, un lead o addirittura, una conversione in vendita.
Beh, inutile dire che resterà una speranza, che non sarà certo un contenuto a generare soldoni, almeno non così facilmente.

KPIs (Key Performance indicator)

Ma allora perché tanta fatica?
Perché come diceva mia nonna: “nessuno ti regala niente e bisogna sempre rimboccarsi le maniche” (la vera saggezza di tempi che furono, ndr). Eh si, bisogna proprio rimboccarsi le maniche: impegnarsi sempre, costruire tanto, aggiornarsi contenutamente, lavorare con le persone, misurarne il coinvolgimento, concentrarsi sui lead per il proprio marketing e poi iniziare a lavorare per monetizzare e quindi, fare profitto.
E, ricorda, se non hai creato una valida strategia di content e se non stai coinvolgendo le persone giuste da convertire in lead, non potrai mai ottenere un profitto.

Ma come facciamo a riconoscere di aver intrapreso la giusta direzione?
La risposta presuppone altre domande che si articolano su tre metriche fondamentali: la reach, l’engagement e il sentiment:

Reach
Stai generando contenuti adatti per il tuo pubblico?
Il contenuto viene creato nei formati giusti e diffuso attraverso i canali più idonei?
Va incontro alle esigenze del tuo target?

Engagement
Passano del tempo a leggere / ascoltare / guardare i tuoi contenuti?
Condividono i tuoi contenuti con i loro amici?
Seguono i tuoi suggerimenti – CTA (Call to Action)?

Sentiment
Qualcuno si interessa dei tuoi contenuti?
Ti arrivano dalle persone feedback?
Stai generando passaparola?

Insomma, gli utenti si impegnano non solo a fruire dei contenuti ma anche a partecipare attivamente ai tuoi contenuti?
Se la risposta è sì, allora, avrai tutto il ROI (Return of Investment) di cui hai bisogno, perché i tuoi contenuti stanno facendo il loro lavoro, cioè stanno generando quello che in gergo chiamiamo traffico. In particolare:

  1. 1. Traffico organico dovrebbe essere il driver principale del traffico verso il tuo sito. Se non è almeno la metà del tuo traffico, devi certamente lavorare sui contenuti e sulla SEO (Search Engine Optimization), rivedere la tua strategia, o più probabilmente, verificare perché non hai riscontrato l’interesse previsto da parte del tuo pubblico.
  2.  Traffico della Campagna cioè quello generato dall’affluenza degli utenti sui canali che hai scelto per diffondere il tuo contenuto. Se non monitori questo traffico, perderai dati che possono essere utili a ricavare informazioni relative ai tuoi canali ed avrai meno elementi per comprendere come il tuo pubblico sta usufruendo dei contenuti su quei canali.
  3. Earned media, la diffusione del contenuto che deriva da chi scrive in rete di te, da chi avvia discussioni o condivide sui propri canali. Gli influencer del settore o le pubblicazioni spingono il traffico verso i tuoi contenuti? Se non monitori il traffico relativo all’ earned media, non hai indicazioni su quanto impegno occorre dedicare per ottimizzare i risultati.

In conclusione, ogni parte della tua strategia di Content Marketing dovrebbe avere un obiettivo. Una volta elaborata la strategia, tenendo conto delle metriche descritte, il lavoro deve continuare misurando il KPI (Key Performance Indicator) per monitorare l’andamento del traffico e verificare il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

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